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Per sola grazia

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Nella religione cristiana vi è stato, e vi è ancora, un antico e lungo contrasto fra la grazia di Dio e i meriti umani. Ad alcuni, infatti, è piaciuto prendere il patrocinio dei meriti e delle buone opere, affermando e dicendo che Dio ci dà molti beni per il merito delle nostre buone opere, anzi, che il premio di quelle è la vita eterna. Ad altri è parso il contrario, difendendo la grazia di Dio e annullando ogni merito delle buone opere, dicendo che Dio non ci dà cosa alcuna per nostri meriti, ma tutto per mera, pura e sola grazia sua; specialmente nel dono della vita eterna non c’è alcun nostro merito, ma la sola grazia di Dio. E a questi, per tanto, pare che la loro sentenza sia vera, perché dicendo diversamente, non attribuendo quindi ogni beneficio e dono alla grazia di Dio, penserebbero di essere ingrati ed irriconoscenti a fronte dei tanti e immensi benefici ricevuti da Dio. E questo, dilettissimi in Cristo, è un grandissimo segreto, non solo utile, ma necessario da sapere: cioè se Dio dà cosa alcuna, e massimamente la vita eterna (la quale è sommo beneficio), per i meriti delle nostre opere buone, oppure se per sua sola grazia ci dona ogni bene, e fra tutti gli altri quella gloriosa ed eterna felicità preparata per i suoi eletti prima della creazione del mondo. Per tanto, al presente, con l’aiuto del Signore, intendiamo investigarlo. Conosco ben certo che a tanta impresa ci vorrebbero maggiori forze che le nostre. Ma confidando in Colui la cui virtù si adempie e risplende nella nostra infermità più che nella forza, cominceremo a dire quel tanto che Egli ci ha ispirato, dando almeno occasione a coloro che sono dotati di maggiore cognizione di finire un’opera così pia e degna.

PAGINE: 48

ANNO: 2014

ISBN: 978-88-88428-43-7

TEMATICA:

PAROLE CHIAVE:

Indice

La problematica

La parola di Dio come criterio ultimo di giudizio

Le argomentazioni della tesi a favore delle opere umane

Le argomentazioni della tesi a favore della grazia di Dio

L’inconciliabilità delle due posizioni

Che cosa si intende per “Grazia”

Che cosa si intende per “merito”

I doni di Dio

I doni naturali

I beni acquistabili

I beni spirituali, o soprannaturali

Prima ragione

Seconda ragione

Terza ragione

Quarta ragione

Quinta ragione

Sesta ragione

La parola definitiva di Cristo

Il premio come ulteriore grazia

La funzione delle opere nel giudizio di Dio

Una differenza essenziale

Tre ultimi ostacoli da superare

Conclusione

Autore

Agostino Mainardo nasceva a Caraglio, in Piemonte, nel 1482. Entrato in giovane età nell’Ordine Agostiniano, sembrava avviato ad un’importante carriera ecclesiastica: priore conventuale a Siena e a Pavia (1514-1517), rettore per la provincia lombarda (1518-1519), reggente negli studi conventuali a Roma, Siena e Firenze (1519-1523). Approfondendo lo studio della Bibbia, tuttavia, egli  entrò in una profonda crisi di fede che lo portò a convertirsi al messaggio evangelico della sola grazi predicato dai riformatori d’oltralpe, primo fra tutti Lutero.

Negli anni che seguirono Mainardo si adoperò per predicare il vangelo nei conventi, nelle chiese e nelle piazze d’Italia. Come  tanti altri ecclesiastici convertitisi in quegli anni alla fede evangelica, anche lui sperava in una profonda riforma teologica e  spirituale della Chiesa Cattolica. Tale riforma tuttavia non vi fu, cosicché, nel 1541, braccato dalle autorità inquisitoriali, Mainardo fu costretto a fuggire all’estero. Stabilitosi a Chiavenna, nel Cantone dei Grigioni, vi fondò una comunità evangelica e per il resto della sua vita portò avanti un valido ministero pastorale, curando si soprattutto dei tanti perseguitati che affluivano dall’Italia. Quando morì, il 31 luglio 1563, Agostino Mainardo lasciò dietro di sé la testimonianza di un vero uomo di Dio, che visse coerentemente secondo la sua coscienza di fede.

Lasciò dietro di sé anche diversi scritti, fra i quali Un pio e utile sermone della grazia di Dio. Pubblicato per la prima volta nel 1552, distillava l’essenza del messaggio evangelico in cui aveva creduto e trovato salvezza. In quale condizione versa l’uomo senza Dio? Perché l’uomo non può essere salvato per meriti propri? Perché può essere salvato solo per la grazia di Dio? Sono queste le questioni fondamentali che Mainardo affronta e chiarisce in questo libro, scritto con maestria teologica e vigorosa argomentazione biblica. Lo ripubblichiamo qui con il titolo Per sola grazia. Che Dio se ne serva per rinsaldare negli evangelici di oggi le convinzioni che animarono gli evangelici di ieri.

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