I N D
I C E
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Prima parte: rimuovere le macerie
1. Un’età di opportunità
o una stagione di sopravvivenza?
2. Di chi sono gli idoli che ostacolano il cammino?
3. Che cos’è una famiglia? Una definizione
4. Che cos’è una famiglia? Una descrizione
delle funzioni
5. Genitori, vi presento il vostro adolescente
Seconda parte: definire gli obiettivi biblici
6. Gli obiettivi, la gloria e la grazia
7. Là fuori è in corso una guerra
8. Convinzioni e saggezza
9. La vita nel mondo reale
10. Un cuore per Dio
11. Lasciare casa
Terza parte: strategie pratiche per essere genitori
di adolescenti
12. Tre strategie per genitori di figli adolescenti
13. Piccoli passi verso un grande cambiamento
I N T R O D U Z I O N E
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Un’età di opportunità o una
stagione di sopravvivenza?
Appare ovunque intorno a noi: negli sceneggiati televisivi,
nelle riviste sui ripiani dei supermercati, sugli scaffali
delle librerie locali, nei talk show in televisione ed
alla radio e persino in un certo numero di libri cristiani
sulla famiglia. I genitori hanno paura dei loro figli
adolescenti. Anche mentre assaporano i primi anni di vita
di un figlio, si guardano le spalle con terrore, aspettandosi
il peggio, sapendo che tra pochi brevi anni quel bimbo
si trasformerà all’improvviso in un mostro.
Hanno ascoltato a sufficienza storie di genitori che hanno
attraversato la buia valle degli anni dell’adolescenza,
tanto da sapere quali pericoli ci saranno. Dicono loro
di aspettarsi il peggio e che saranno grati se riusciranno
ad uscire da quella valle sani di mente, con i loro adolescenti
vivi e la loro famiglia intatta.
Di recente, in una conferenza sul matrimonio, mi sono
imbattuto in questo modo di vedere gli anni dell’adolescenza.
Era stato, in ogni senso, un gran fine settimana. L’insegnamento
era stato avvincente, convincente e incoraggiante. Il
cibo e la sistemazione alberghiera erano stati eccellenti,
e la conferenza si era tenuta in una bella località
sul mare. Quasi alla fine del weekend, stavo guardando
il sole che si rifletteva sulle acque della baia, quando
notai lì accanto una coppia seduta. I due sembravano
molto infelici.
Incuriosito, domandai loro se avevano gradito quel fine
settimana. Tutto era stato stupendo, risposero. Commentai
che non sembravano molto felici. La donna rispose: “Abbiamo
due adolescenti ed abbiamo paura di tornare a casa. Vorremmo
che questo weekend durasse per sempre!”. “Dovrebbe
aspettarsi che i suoi adolescenti siano ribelli; lo siamo
stati tutti” aggiunse il marito. “Bisogna
soltanto uscirne”. “Inoltre”, si lamentò
lei, “non si può discutere con gli ormoni!”.
Me n’andai con la forte impressione che c’è
qualcosa di fondamentalmente sbagliato nel modo in cui
pensiamo a questo periodo della vita di un figlio. C’è
qualcosa di sbagliato nell’epidemia culturale di
paura e cinismo riguardo ai nostri adolescenti, quando
l’obiettivo più alto di un genitore è
la sola sopravvivenza. Dobbiamo guardare le cose in maniera
diversa: la concezione che abbiamo riguardo a questo periodo
della vita di un figlio è biblica? Conduce i genitori
a seguire delle strategie bibliche e alla speranza biblica?
Dobbiamo individuare cosa c’è di sbagliato
nel cinismo riguardo agli adolescenti, un cinismo endemico
nella nostra cultura.
Una visione biologica degli adolescenti
Spesso parliamo dei nostri adolescenti come se non fossero
altro che un ammasso di ormoni tempestosi e ribelli, racchiusi
in un corpo che cresce. Consideriamo come nostro obiettivo
il riuscire a contenere questi ormoni, per sopravvivere
fino a quando l’adolescente raggiungerà i
vent’anni. Di recente, una madre mi esprimeva la
sua gioia perché suo figlio era giunto a vent’anni,
come se avesse varcato un magico confine che separi il
pericolo dalla sicurezza. “Ce l’abbiamo fatta!”
mi diceva.
Questa mentalità di sopravvivenza mostra quanto
sia misero questo modo di vedere gli adolescenti. Molti
genitori mi parlano dei loro adolescenti senza speranza;
li vedono come vittime di ormoni che li spingono a fare
pazzie. Non lo ammetterebbero mai, ma la il pensiero teologico
che si nasconde dietro questa visione è che le
verità delle Scritture, la potenza del Vangelo,
il messaggio biblico, la relazione con Dio, non hanno
riscontro negli anni dell’adolescenza. Sì,
noi crediamo che la Parola di Dio è potente ed
efficace, tranne però che per quei poveretti che
cercano di applicarla ad un figlio tra i tredici e i diciannove
anni! Ora abbiamo persino precisato un’età
in cui i figli vengono definiti “pre-adolescenti”.
Quelli sono gli anni nei quali le mostruose caratteristiche
degli adolescenti iniziano a svilupparsi ed a mettere
radici nelle loro teste dure.
Siamo soddisfatti di una visione per la quale, a causa
degli importanti mutamenti biologici in loro, gli adolescenti
sono praticamente irraggiungibili? Ci soddisfa una visione
“ormonale” degli adolescenti, che li riduce
a vittime di forze biologiche e li libera così
dalla responsabilità delle loro scelte ed azioni?
Vogliamo veramente avere una visione degli adolescenti
secondo la quale le verità che danno vita e speranza
tutti quelli che ci credono non possano trasformare un
adolescente? Non possiamo sostenere una forte convinzione
nella potenza del Vangelo se continuiamo ad attingere
alla cultura del cinismo sugli adolescenti.
Un sacrificio ed una sofferenza particolari?
In 2 Timoteo 2:22, Paolo esorta Timoteo a fuggire “le
passioni giovanili”. Questa piccola e interessante
frase c’invita ad essere equilibrati nel modo in
cui pensiamo agli adolescenti ed al modo in cui definiamo
questo momento della vita. Da una parte, la Bibbia ci
chiama a non essere ingenui riguardo a questo periodo
dell’esistenza. Ci sono concupiscenze che colpiscono
unicamente i giovani, tentazioni che sono particolarmente
potenti. É necessario affrontarle. Le Scritture
ci raccomandano di essere dei veri ‘strateghi’,
di porci la domanda: “Quali sono i desideri malvagi
che fanno presa su una persona in questa fase della vita?”
Al tempo stesso Paolo usa l’aggettivo qualificativo
“giovanili”, perché ogni fase della
vita ha le sue particolari tentazioni. Le tentazioni del
bambino, del giovane adulto e dell’anziano non sono
identiche. Le tentazioni dell’adolescente non sono
particolarmente selvagge e violente. Ogni persona, in
ogni momento della propria vita, se cerca di piacere al
Signore, deve fare attenzione, pregare, restare saldo
e lottare per non cadere in tentazione. L’adolescente
è chiamato a stare in guardia rispetto a tentazioni
che sono legate in maniera specifica alla gioventù,
mentre la persona più anziana è chiamata
a stare in guardia rispetto a tentazioni particolari di
quell’età. Ciascun individuo, qualunque sia
la sua età, deve accettare ogni fase del combattimento
come Cristiano che vive in un mondo decaduto.
Battaglia biologica o battaglia del cuore?
Il passo di 2 Timoteo è utile, anche perché
individua e definisce la battaglia dei giovani. C’è
una battaglia che infuria nelle loro vite, ma non è
una battaglia biologica. È una battaglia intensamente
spirituale, una battaglia del cuore. Questo è esattamente
ciò di cui Paolo vuole farci prendere coscienza,
quando esorta Timoteo a non lasciare che il suo cuore
sia controllato da desideri malvagi. Questa battaglia
non è solo degli adolescenti. Assume una forma
particolare negli anni dell’adolescenza, ma è
la battaglia di ogni peccatore.
La tendenza di ciascun peccatore, indipendentemente dalla
sua età, è accuratamente descritta da Paolo
in Romani 1:25: è la tendenza ad adorare e servire
la creatura invece del Creatore. Sì, è presente
nella vita dell’adolescente che abbandona le sue
convinzioni per ottenere l’approvazione dei propri
compagni, ma è altrettanto potentemente presente
nell’adulto che compromette la famiglia e le priorità
spirituali per il successo professionale. La battaglia,
così come la intende Paolo, è una battaglia
del cuore ed ha un’importanza cruciale, perché
ciò che controlla il cuore dirige la vita.
Ci sono gravi tentazioni che attraggono gli adolescenti,
che li spingono a credere di non poter vivere senza una
determinata cosa. Queste idee li incoraggiano a credere
che si possano trovare identità, significato e
scopo nella creatura anziché nel Creatore. Questi
sono i conflitti che alterano la vita negli anni dell’adolescenza.
Non dobbiamo perderli di vista a causa delle nostre paure
biologiche e della nostra mentalità di sopravvivenza.
Dobbiamo credere che Gesù è venuto perché
ciascuno di noi sia liberato dai desideri della propria
natura peccaminosa, per poter servire Lui e Lui soltanto.
Questo “ciascuno” include anche i nostri adolescenti.
Le lotte dei genitori
Il tumulto degli anni dell’adolescenza non riguarda
solo gli atteggiamenti e le azioni degli adolescenti,
ma anche i pensieri, i desideri, gli atteggiamenti e le
azioni dei genitori. Per noi gli anni dell’adolescenza
sono duri perché tendono a “tirar fuori”
il peggio che abbiamo dentro. È in questi anni
che i genitori dicono cose che non avrebbero mai immaginato
di poter dire. I genitori si trovano a reagire con accuse,
manipolazioni della coscienza e ultimatum, esprimendo
una collera che prima avrebbero ritenuto impossibile.
È in questi anni che i genitori combattono con
l’imbarazzo di essere imparentati con chi una volta,
da bambino, era una grande fonte d’orgoglio e di
gioia.
È di vitale importanza confessare che la lotta
con gli anni dell’adolescenza non riguarda solo
la biologia e la ribellione degli adolescenti. Questi
anni sono duri per noi, perché mettono in luce
i pensieri ed i desideri sbagliati dei nostri stessi cuori.
C’è un principio che bisogna riconoscere.
Mia madre lo esprime così: “Non c’è
nulla che esca fuori da un ubriaco che questi non avesse
già dentro dall’inizio”. Questi anni
per noi sono duri perché squarciano la cortina
dell’apparenza e rivelano ciò che siamo in
realtà. Per questo le prove sono così difficili,
ma anche così utili nelle mani di Dio. Noi non
cambiamo in un momento di prova. Piuttosto, le prove mettono
in luce ciò che siamo sempre stati. Esse rivelano
cose rispetto alle quali, altrimenti, saremmo rimasti
ciechi. Perciò, gli anni dell’adolescenza
mostrano anche il nostro “autogiustificarci”,
la nostra impazienza, il nostro spirito privo di perdono,
la nostra mancanza d’amore per il servizio, la debolezza
della nostra fede ed il nostro desiderio insaziabile di
comodità e tranquillità.
Perché perdiamo le opportunità?
Di recente, ero seduto nel mio ufficio con un padre così
adirato con suo figlio da riuscire a stento a comportarsi
in modo civile. Non vedeva le impellenti necessità
spirituali di suo figlio, che Dio lo aveva specificamente
incaricato di soddisfare. Non c’era tenerezza nel
loro rapporto, neppure cordialità. C’era
un senso di distacco. Ad un certo punto, il padre si alzò
per parlare a suo figlio della pagella. Si diresse verso
la sua sedia, gli sbatté in faccia la pagella piena
d’insufficienze e disse: “Come osi farmi questo,
dopo tutto quello che ho fatto per te?”. Ai suoi
occhi i cattivi voti erano un affronto personale. Non
era quello il modo in cui suo figlio doveva darsi da fare.
Egli aveva fatto il suo lavoro; ora suo figlio doveva
fare il proprio. Era in collera con lui, ma non perché
questi aveva peccato contro Dio. Era in collera perché
suo figlio aveva tolto a lui delle cose che, come padre,
considerava fondamentali: la sua reputazione di degno
padre cristiano, il rispetto che pensava di meritare e
la tranquillità che, del resto, aveva ottenuto
con i figli più grandi.
Non c’era alcuna disponibilità a servire,
nessuna consapevolezza dell’opportunità,
nessun tentativo di esser parte di ciò che Dio
stava facendo nella vita di suo figlio. Invece, era pieno
della collera descritta in Giacomo 4:2: “Voi bramate
e non avete”.
Il cinismo culturale del quale abbiamo parlato, si basa
su ciò che pensiamo degli adolescenti e di ciò
che stanno vivendo. Tendiamo a credere di poter fare ben
poco per rendere più proficui questi anni. La nostra
concezione culturale suggerirebbe piuttosto il ricorso
a strategie di sopravvivenza, tali da preservare la ‘salute
mentale’ dei genitori e la stabilità del
matrimonio, tali da tenere, per quanto possibile, l’adolescente
fuori dai pericoli nei quali tende a cacciarsi.
Tuttavia, secondo la mia esperienza, quando i genitori
iniziano a riconoscere, ammettere, confessare e allontanarsi
dagli atteggiamenti sbagliati del loro cuore e dalle cattive
azioni che questi producono, ne risulta un netto miglioramento
nel rapporto con i loro adolescenti e nel modo in cui
vedono i conflitti negli anni dell’adolescenza.
Quando guardiamo preoccupati gli anni dell’adolescenza,
non dobbiamo ‘tener d’occhio’ solo i
nostri figli, ma anche noi stessi. I genitori che desiderano
umilmente cambiare, si predispongono a diventare strumenti
di cambiamento nelle mani di Dio.
Un modo migliore
È ora di respingere il cinismo dozzinale della
nostra cultura riguardo all’adolescenza. Anziché
anni di conflitto sconsiderato ed improduttivo, questi
sono anni di opportunità senza precedenti. Rappresentano
il momento d’oro per essere genitori; qui s’inizia
a raccogliere tutto ciò che si è seminato
nelle loro vite; ora si può aiutare il proprio
adolescente ad interiorizzare la verità, preparandolo
ad una proficua vita adulta che onori Dio.
Questi sono anni di domande penetranti e di meravigliose
discussioni, prima impossibili. Sono anni di fallimento
e di lotta, che mettono in luce davvero il cuore dell’adolescente;
anni di ministero quotidiano e di grandi opportunità.
Non sono anni durante i quali si può solamente
sopravvivere! Si devono affrontare con il senso della
speranza e della missione. Quasi ogni giorno offre nuove
opportunità per entrare nella vita del vostro adolescente,
portandovi aiuto, speranza e verità. Non dovremmo
rassegnarci ad un rapporto sempre più distaccato.
Questo è il tempo per stare a contatto con i vostri
figli come non lo siete mai stati prima. Questi sono anni
di grandi opportunità.
Ecco ciò che questo libro intende trattare. È
un libro di opportunità e di speranza. È
ora di uscire dal bunker del cinismo e della paura per
andare verso la luce, esaminando il piano di Dio per noi
come genitori dei nostri adolescenti. Questo è
un libro di azioni, obiettivi e strategie pratiche; un
libro che crede che le verità delle Scritture si
applichino potentemente agli adolescenti così come
a chiunque altro.
Al tempo stesso, questo non è un libro ingenuo.
Gli anni dell’adolescenza sono spesso caratterizzati
da cataclismi, conflitti, lotte e dolori. Sono anni di
nuove tentazioni, di prove e di verifiche. Tuttavia, queste
stesse lotte, conflitti, prove e verifiche creano meravigliose
opportunità per i genitori. |