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Preghiera a Dio di Agostino d'Ippona PDF Stampa E-mail

Ti invoco… Dio dal quale allontanarsi è cadere, voltarsi verso il quale è risorgere, rimanere nel quale è avere consistenza. Dio, dal quale uscire è morire, avviarsi verso il quale è tornare a vivere, dimorare nel quale è vivere. Dio, che nessuno lascia se non è ingannato, che nessuno cerca se non è chiamato, che nessuno trova se non è purificato. Dio, che abbandonare significa perire, a cui tendere significa amare, che vedere significa possedere. Dio, verso cui ci stimola la fede, c’innalza la speranza, ci unisce la carità. Dio, con la cui potenza vinciamo l’avversario. Ti supplico. Dio, per mezzo del quale abbiamo ricevuto, per non soggiacere a morte mortale. Dio, dal quale siamo ammoniti, affinché vigiliamo. Dio, per la cui forza separiamo le cose buone dalle cattive. Dio, per mezzo del quale fuggiamo il male e operiamo il bene. Dio, per cui non cediamo alle avversità. Dio col cui aiuto siamo soggetti rettamente al potere e con rettitudine lo esercitiamo. Dio, per la cui forza apprendiamo che sono anche di altri le cose che una volta reputavamo nostre e sono anche nostre le cose che un tempo reputavamo di altri… Vienimi incontro, propizio.

Agostino d'Ippona