


| Confessare il peccato--Mauro Freri |
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CONFESSARE IL PECCATO. Un esempio preso dalla vita di Saul. 1 Samuele 15:2-3 : Il comando di Dio. 1 Samuele 15:9 La seconda disubbidienza alla Parola di Dio, enunciata da Samuele. Ubbidire o disobbedire alla Parola di Dio ha conseguenze drammatiche. Per i non credenti Romani 1:1-5, per i credenti 1 Pietro 2:1-2 VV. 12 Mostra un certo orgoglio con la costruzione di un monumento a se stesso, a volte noi vorremmo costruire il nostro prestigio, la nostra fama, un nostro ricordo, una immagine decorosa. Siamo interessati a noi stessi, alla nostra immagine, alla nostra onorabilità, più che al Signore. VV. 13 Saul evidentemente non è proprio tranquillo. Qualcosa gli rode ma lo sopprime con una ostentata quanto falsa obbedienza. Si tratta di una ipocrisia, di un cuore finto, non interamente consacrato al Signore: solo in parte. VV. 15 Attribuisce la responsabilità al popolo adducendo una giustificazione religiosa: sembra cosa più facile deresponsabilizzarsi, scaricare se stessi, pensare di non essere coinvolti. VV.18- 19 Attenersi alla Parola di Dio è la cosa più importante. Invece Saul si è gettato sul bottino. Pensava che Dio non vedesse? Quale concetto di Dio? Ebrei 4:12-13 VV.20 Ancora altre giustificazioni: ha ubbidito parzialmente e questo pensa che sia sufficiente; e ancora dà la responsabilità al popolo come se lui non potesse fare niente, lui che era il re. Forse pensa che con un’ubbidienza parziale Dio si sarebbe accontentato. E noi? Salmo 111:1 celebrare Dio con tutto il cuore; 1 Re 8:23. VV.22 Quello che Dio gradisce: ascolto e ubbidienza alla Sua parola. I sacrifici non possono sostituire quella ubbidienza. E i nostri? Il sacrificio di Cristo è perfetto e accettato da Dio Ebrei 10:8-9. VV.23 Che cosa è la ribellione? Un peccato di divinazione (parlare al posto di Dio) mentre l’ostinatezza è come il culto agli idoli (in questo caso se stessi). VV.24 La prima confessione sembra sincera: dietro la disubbidienza c’è la paura del pensiero e del giudizio degli altri o è ancora un tentativo di depistaggio? VV.25 Saul vuole un intermediario, a cui chiede perdono, prima di affrontare il Signore: pensa che appoggiarsi a qualcuno di prestigio favorirà il perdono: ma davanti a Dio non ci sono raccomandazioni possibili. Quello che fece Davide Salmo 51:1-4 non c’erano altre persone che stavano davanti a Lui: solo con Dio e la sua Grazia. VV.26 Samuele, si avvede del maldestro tentativo e ribadisce il castigo di Dio. Galati 6:7 non si può beffare Dio VV.27-28 Saul si aggrappa all’uomo e non a Dio. VV.30 Pare un vero pentimento. In realtà lui vuole un riconoscimento del suo prestigio da parte di Samuele affinché possa essere ripristinato davanti al popolo. Prima pone una condizione e dopo si prostrerà davanti all’Eterno. In realtà Saul è preoccupato di sé e non di ciò che ha fatto. Del suo prestigio e non del suo peccato. VV. 31 Il suo prostrarsi non è quindi autentico perché nasce dopo che Samuele cede alla sua richiesta. Un pentimento condizionato non è un vero pentimento (VV.35). Vedremo poi i vari peccati di Saul nei confronti di Davide e la sua mancanza di sincerità davanti a Dio, fino alla fine della sua vita. Come deve essere la confessione:
LA GRAVITA’ DEL PECCATO NON E’ PRIMA DÌ TUTTO IL SUO ACCADIMENTO MA IL SUO OCCULTAMENTO. |