|
PREDICAZIONE E PREDICATORI
Martyn Lloyd-Jones pag. 347 - Euro15,00
I N D I C E -------------------------------------------------------------------
1. Il primato della predicazione 2. Nessun sostituto 3. Il sermone e la predicazione 4. La struttura del sermone 5. L’atto della predicazione 6. Il predicatore 7. L’atto della predicazione 8. Il carattere del messaggio 9. La preparazione del predicatore 10. La preparazione del sermone 11. La forma del sermone 12. Illustrazioni, eloquenza, humour 13. Cose da evitare 14. Appelli alla decisione 15. Le insidie e la passione 16. “Dimostrazione di Spirito e di potenza”
E S T R A T T O D A L C A P . 1 -------------------------------------------------------------------
Il primato della predicazione
Per quale motivo mi sento così pronto a tenere delle lezioni sulla predicazione? Le ragioni possono essere diverse, ma la prima è che la predicazione è stata l’impegno principale di tutta la mia vita. Sono ormai quarantadue anni che esercito il ministero pastorale; e in tutto questo tempo mi sono dedicato principalmente, anche se non esclusivamente, alla predicazione. In tutti questi anni, inoltre, la predicazione è stata per me costante oggetto di studio. Sono pienamente consapevole della mia inadeguatezza e dei miei limiti di predicatore, eppure è proprio ciò che mi ha spinto negli anni a dedicare tempo allo studio e all’approfondimento di questo argomento. Tuttavia, la vera ragione per la quale mi sento così pronto a tenere queste lezioni è che, per me, l’opera della predicazione è la vocazione più alta e gloriosa alla quale una persona possa essere chiamata! Se dovessi fornire un altro motivo, direi senza alcuna esitazione che oggi, il più urgente bisogno della Chiesa cristiana, è quello di una predicazione autentica: e se questo è vero per la Chiesa, lo è altrettanto per il mondo contemporaneo. Questa affermazione ci conduce alla prima questione da esaminare. C’è davvero bisogno della predicazione? La predicazione ha ancora un posto nella Chiesa e nel mondo d’oggi, oppure è definitivamente passata di moda? Secondo me, già il fatto di doversi porre tali interrogativi rappresenta il commento più illuminante sullo stato della Chiesa dei nostri giorni. Sono convinto, infatti, che proprio qui troviamo la principale spiegazione dell’attuale stato, più o meno precario, della Chiesa cristiana e dell’inefficacia della sua testimonianza nel mondo d’oggi. Oggi dunque, è in discussione l’intera questione della necessità della predicazione nonché il suo posto nel ministero della Chiesa: da questo punto dobbiamo quindi iniziare. Molto spesso, infatti, dovendo parlare della predicazione, ci si precipita immediatamente a considerarne metodologie e dinamiche. Credo che questo sia un approccio sbagliato. Bisogna invece iniziare con i presupposti e i principi generali, perché – a meno che non mi sbagli di grosso – l’ostacolo principale nasce dalla mancanza di idee chiare sulla natura stessa della predicazione. Mi accingerò quindi, prima di scendere nei particolari, a trattare l’argomento in generale. Il grande interrogativo è dunque il seguente: “Che senso ha la predicazione? C’è veramente bisogno della predicazione nel mondo d’oggi?” Questo, si sa, scaturisce da un interrogativo ancora più ampio. Viviamo in un’epoca in cui, non solo la predicazione, ma la Chiesa stessa è in discussione! Conoscerete sicuramente quei discorsi sul “cristianesimo senza religione”, secondo cui proprio la Chiesa sarebbe probabilmente il più grande ostacolo alla fede cristiana. In quest’ottica, per vedere delle conversioni e la cosiddetta “cristianizzazione” del mondo, bisognerebbe sbarazzarsi della Chiesa stessa, diventata ormai una barriera tra la gente e la verità che è in Cristo Gesù. Siamo certamente d’accordo con certe critiche mosse alla Chiesa, nella quale c’è davvero molto di sbagliato: tradizionalismo, formalismo, apatia ed altro ancora; sarebbe inutile e decisamente sciocco negare questa triste realtà! A proposito di certi gruppi e movimenti, occorrerebbe spesso chiedersi se essi possano davvero fregiarsi del titolo di “Chiesa”. È un fatto che la Chiesa può degenerare molto facilmente fino a ridursi a organizzazione, addirittura a circolo sociale o a qualcosa del genere, al punto che è spesso necessario riconsiderare l’intera questione della sua natura. Non sarà questo, comunque, l’argomento delle nostre lezioni. E tuttavia, nel considerare la realtà della Chiesa, si arriva quasi per forza ad affrontare la questione della predicazione. Ecco il tema che desidero trattare. Qual è la causa dell’attuale atteggiamento negativo verso la predicazione? Perché la predicazione non occupa più una posizione di rilievo nella vita della Chiesa e nella valutazione comune? Anche una lettura affrettata della storia della Chiesa rivela che la predicazione ha sempre occupato una posizione centrale e predominante e questo particolarmente nel protestantesimo. Perché dunque questo declino di posizione e di efficacia della predicazione? E perché si continua a mettere in discussione la necessità stessa della predicazione? (...) |